GIUSEPPE CONTE

La storia umana è fatta di corsi e ricorsi – dice Giovanni Battista Vico – il tempo si ripete secondo un ciclo diviso in tre stadi: il Divino, dominato dai sensi e dall’immaginazione; l’Eroico dominato dall’aristocrazia dei più forti; l’Umano – secondo Vico il più evoluto – dominato dalla ragione, che si imporrebbe o con la monarchia assoluta o la democrazia.

Senza volerci accostare al grande pensatore napoletano – non ci concederemmo mai tanta licenza – potremmo aggiungere un quarto stadio: il Disumano, determinato dall’ignoranza, dall’interesse, da un profonda stupidità e chiusura mentale, dominato da un sistema cleptocratico.

Corsi e ricorsi, la storia si ripete, non per puro caso, ma secondo un piano della Divina Provvidenza.

“Giuseppi I”, convocando gli Stati generali, ha certamente sottovalutato le conseguenze storiche che nel XVIII secolo sconvolsero la Francia. Prima di indossare la parrucca e incipriarsi il naso, avrebbe dovuto chiedere consiglio a Macron che, francese, la storia l’ha imparata bene.

L’alter ego d’oltralpe, a differenza del Conte nostrano, ha bene impresso nella mente un concetto semplice: lanciare croissant al popolo affamato non è un’idea geniale, ci hanno già provato e non è finita bene.

Purtroppo, il regnante Rocco Giuseppe non ha imparato la storia e non ne ha tratto insegnamento.

Dovremmo prendere esempio dai cugini francesi, che sanno bene come riportare con i piedi per terra, alla minima “esagerazione”, i somari volanti al potere.

Corsi e ricorsi, la storia si ripete e sa come riequilibrare le sorti del mondo.

Venerdì 13 ottobre 1307, Filippo di Francia ebbe l’idea geniale di far piazza pulita dei Templari, appropriandosi delle ricchezze dei cavalieri; sette anni dopo, diede fuoco alla pira che ridusse in cenere l’alto comando crociato.

Filippo morì per maledizione del Gran Maestro dell’ordine lo stesso anno e, quasi cinquecento anni dopo, la stessa maledizione pose fine alla sua dinastia con la morte per decapitazione di Luigi XVI.

Furono emblematiche le parole di Sanson, il boia, un attimo prima che lama imponesse un taglio netto ad un’epoca ultra centenaria: “Jacques de Molay è stato vendicato.”

Corsi e ricorsi, la storia si ripete.

In Germania il popolo è sceso in piazza, contemporaneamente, la Nordkreuz o Croce del Nord – destra radicale tedesca – si sta organizzando contro i nemici della patria, verso la fine dell’ordine attuale per salvare la nazione.

Forze speciali, soldati e agenti di polizia sono frustrati, insoddisfatti.

La gente non crede più alle favole, il coronavirus è percepito come un complotto per privare i cittadini dei loro diritti, usato come censura statale da Germania Est.

Sembra che il governo di Angela Merkel porti in patria segretamente rifugiati per via aerea, che stia lavorando per quello che chiama lo “Stato parallelo”, globale, delle grandi banche, con beneplacito di Soros, Gates e compagnia.

La pubblicazione tedesca Focus – citando fonti nei servizi di intelligence – riferisce che uomini si stanno addestrando in Russia, vicino a San Pietroburgo, in campi da cui sarebbero passati anche svedesi e finlandesi.

Sempre la stessa fonte, riporta che i militanti sono poi arruolati nelle milizie russe attive nell’Ucraina orientale.

Corsi e ricorsi storici.

A Nord del continente europeo, da un germoglio del passato, il futuro mette radici nel presente.

E in Italia?

Viviamo una vera Emergenza di Stato – non un fasullo stato di emergenza.

La Divina Provvidenza faccia il suo corso.

È lecito sperare che cent’anni dopo, nella nostra nazione, qualcosa cambi radicalmente.

Non siamo uomini da sfera di cristallo, ma tra corsi e ricorsi, possiamo aspettarci azioni radicali, estreme, ribelli.

La storia insegna, sta a noi trarne le ragionevoli ispirazioni, perché si torni ad un nuovo stadio Divino in cui sensi e immaginazione diano la giusta percezione di ciò che accade, affinché segua un nuovo stadio Eroico, in cui un’aristocrazia capace, degna di governare, riporti ordine nel caos, raggiungendo di nuovo uno stadio Umano, realmente evoluto.

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