Sta succedendo qualcosa di impensabile, mai accaduto dal dopo guerra ad oggi. Da una parte c’è un governo che commette errori e ingiustizie inenarrabili e dall’altra c’è un’opposizione che non ne approfitta, come se fosse stata colta impreparata da una massa impreventivabile di disastri umani e politici.

Gli errori sono stati talmente tanti da doverne eliminare alcuni nella descrizione per non perdersi. Non si parlerà quindi delle rivolte nelle carceri che tanti morti hanno causato. Non si parlerà della fuga notturna dalla stazione di Milano di persone potenzialmente infette verso il Sud Italia. Non si parlerà di un commissario straordinario che in 3 mesi non è riuscito a procurare delle mascherine. Non si parlerà della gestione penosa da parte del presidente dell’INPS delle varie erogazioni di sussidi, su cui ha accampato scuse ridicole tentando di giustificare l’incapacità con un attacco hacker.

I veri disastri verranno ridotti a 6 punti principali:

LA LIBERAZIONE DEI 400 BOSS

Il ministro della Giustizia Bonafede nomina al DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) un vecchio amico suo e del premier Conte. Il DAP si deve occupare del sovraffollamento delle carceri durante l’emergenza Covid e decide di liberare una serie di detenuti per creare spazio. Chiunque avrebbe immaginato che i detenuti da liberare sarebbero stati quelli meno pericolosi, spostando eventualmente quelli più pericolosi dove si era creato lo spazio, o, nei casi più gravi, dimettendo detenuti meno pericolosi dagli ospedali delle carceri e mettendo al loro posto quelli più pericolosi. Invece no, il DAP, con circolare emessa di sabato, libera 400 pericolosi boss della malavita. Il direttore del DAP dà le dimissioni in mezzo a roventi polemiche, ma nessuno presenta un esposto alla Procura per chiedere di indagare sulle dinamiche che hanno portato alla liberazione dei boss. Finisce tutto con la richiesta di dimissioni per il ministro Bonafede, ma nessuna denuncia viene presentata.

LA MANCATA ZONA ROSSA IN VAL SERIANA

Arriva il Covid e il governo, dopo aver dileggiato la Lombardia e il Veneto che chiedevano il blocco dei voli e la messa in quarantena per chi arrivava da zone pericolose (la Cina all’inizio), finalmente decide di intervenire e crea una zona rossa a Codogno. Contemporaneamente, arrivano segnali pesanti dall’ospedale di Alzano Lombardo, dove vengono commessi errori nella chiusura e poi riapertura del locale ospedale. Constatato l’errore, da più parti viene chiesta la creazione di una nuova zona rossa in Val Seriana. Il governo prima sembra accettare la richiesta e invia un battaglione di Carabinieri nell’area interessata; poi invece richiama indietro i carabinieri, perdendo 16 giorni preziosi nella diffusione del virus. Accortosi del suo errore, molto più grave dell’errore iniziale dell’ospedale di Alzano, il governo tenta di buttare le colpe sulla Lombardia, asserendo che poteva intervenire lei autonomamente, come da legge regionale. Peccato che, a fine gennaio, era stato dichiarato lo stato d’emergenza con il governo centrale che avocava a sé ogni decisione in merito (come per Codogno) e quindi era solo del governo la responsabilità per la mancata creazione delle altre zone rosse in Lombardia. E tanto constatano i PM di Bergamo che iniziano a indagare sulle migliaia di morti. Ci sarebbero tutti gli estremi per una denuncia per procurata epidemia, ma non viene presentata.

I REDDITI DI CITTADINANZA NON DEVONO LAVORARE IN AGRICOLTURA

Il primo dei tanti decreti emanati da Conte, il Decreto Cura Italia, parla dei 2,5 milioni di persone che percepiscono il Reddito di Cittadinanza e specifica come non siano obbligati ad accettare dei lavori durante il periodo dell’emergenza, ovvero fino a fine luglio. Poi il ministro dell’Agricoltura, Bellanova, dichiara che mancano almeno 200.000 lavoratori nelle aziende agricole e tutti pensano: “Bene, li prenderanno dai 2,5 milioni di Redditi di Cittadinanza”. Errore, perché il decreto gli permette di restare sul famoso divano. Allora la ministra, invece di chiedere la modifica del decreto, chiede la regolarizzazione di 550.000 stranieri clandestini per trovare la manodopera per i campi, e la maggioranza del Parlamento gliela concede. Nessuno dice niente per la circostanza che i Redditi di Cittadinanza non dovevano correre il rischio virus nei campi, mentre gli stranieri regolarizzati, sì. Da notare che 24.000 percettori di Redditi di Cittadinanza si erano offerti volontari per il lavoro nelle aziende agricole. Anche in questo caso, un bel reato di falso, condito con un’associazione a delinquere, per via dei vari ministri interessati, poteva essere oggetto almeno di indagine con un esposto in Procura.

ELKANN VUOLE 6,3 MILIARDI DI PRESTITO E 5,5 MILIARDI DI DIVIDENDI

Con l’emergenza, molti lavoratori finiscono in Cassa Integrazione e molte partite IVA rimangono senza remunerazione. Il governo non ha soldi per tutti, ma tratta per erogare un prestito di 6,3 miliardi al gruppo FCA, che ha sede in Olanda. Il governo emana un decreto dove, incredibilmente, assicura la garanzia sui prestiti anche a chi distribuirà dividendi ai soci e FCA dichiara che distribuirà 5,5 miliardi di dividendi, quasi tutta l’entità del prestito richiesto. Essendo superiore a 1,5 miliardi, il prestito deve essere approvato dal ministro dell’Economia, Gualtieri. Gualtieri fa capire che concederà il prestito e che sorveglierà come verranno spesi i soldi: ma come? Non si poteva invece correggere il decreto e impedire la distribuzione di dividendi? La Svizzera ha erogato immediatamente 50 miliardi alle sue imprese, col divieto di distribuire dividendi, perché l’Italia invece li lascia distribuire? Lasciare i lavoratori senza copertura retributiva per favorire le grandi aziende (ci sono anche 2 miliardi ai Benetton e 3 miliardi ad Alitalia), rappresenta un delitto contro quella Costituzione tanto amata da Gualtieri, almeno a suonate di chitarra.

LA FINTA DELLE BANCHE CHE NON PRESTANO I SOLDI ALLE PICCOLE AZIENDE

Conte continua a millantare centinaia di miliardi per aiutare le aziende in difficoltà con i pagamenti a causa dell’emergenza. In realtà, ha predisposto un protocollo per far in modo che le aziende in difficoltà, la maggioranza, non ricevano nessun prestito. Infatti la norma bancaria prevede il rischio di una denuncia penale per quei funzionari che prestino denaro a un’azienda in difficoltà, fino a configurare per loro il reato di bancarotta fraudolenta. La associazioni delle banche sono consce di questo rischio e della circostanza che Conte e Gualtieri vorrebbero addossare alle banche la colpa per i mancati prestiti. Hanno così richiesto, pubblicamente due volte, che il governo sospendesse la norma penale per il periodo dell’emergenza, con zero risposte da parte del governo. Il ridicolo è che a MPS e a Banca Etruria, realmente passibili, a suo tempo, del reato di bancarotta fraudolenta per circa 18 miliardi, non è successo niente, mentre oggi una miriade di piccoli esercenti non riesce a pagare le forniture di bar, ristoranti e negozi e rischia di chiudere. Quindi, da un lato il governo dice che garantirà per i prestiti, dall’altro lato affida la procedura alle banche senza sospendere la clausola sui prestiti ad aziende in difficoltà. Anche in questo caso una bella indagine per valutare il falso con estensione ai vari ministri, sarebbe importante.

UN ALTO MAGISTRATO INVITA ALTRI MAGISTRATI AD INCRIMINARE UN MINISTRO, PUR SAPENDOLO INNOCENTE

Un alto magistrato, Luca Palamara, in grado di indirizzare le carriere e intervenire sulle azioni disciplinari verso i colleghi, chiede a questi stessi di perseguitare il Ministro degli Interni con accuse pretestuose. Sembra un vero regalo all’opposizione, ma nessuno reagisce. Palamara, intercettato, conferma le intercettazioni e si scusa. Ma bastano le scuse di fronte a un reato di alto tradimento, considerato il giuramento dei magistrati?

È vero, probabilmente gli esposti e le denunce finirebbero davanti agli 84 procuratori nominati in tutta Italia grazie all’intervento di Palamara e il gesto dell’opposizione apparirebbe simbolico, perché potrebbero non esserci le condanne attese. Ma sarebbe un importante carico di grande forza simbolica nei confronti degli italiani, per infondere giustizia e coraggio.

In anni passati, anche solo la metà di questi scandali avrebbe fatto cascare governi o Repubbliche.

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