La morte di Charlie Kirk è su tutti i giornali, e mentre una parte cerca di creare un martire, una fazione politica invece ha detto senza mezzi termini che lui con le sue idee ha attirato e causato la propria morte.

C’è chi addirittura festeggia e ormai i social sono nettamente divisi e immersi in uno scontro tout court: da un lato i conservatori dall’altro i progressisti, abbiamo la destra e la sinistra che si affrontano a muso duro.

La mia riflessione vuole trascendere moltissime considerazioni che leggo sui vari rotocalchi e premetto che non mi trovavo d’accordo su alcuni discorsi dell’influencer di Trump, primo tra tutti la sua difesa verso le armi, mentre sono allineato con lui su molti altri temi che aveva presentato come lo schierarsi contro l’aborto e l’ideologia woke.

Quello che mi colpisce sopra ogni cosa però è stato un dettaglio: nessuno parla del presunto assassino e di quel proiettile con inciso “bella ciao”.

Sulla seconda pallottola sappiamo che c’era scritto “Hey fascist” (1).

Sembrano dei dettagli trascurabili ma non lo sono, il killer ci dice chiaramente che quell’omicidio è un’opera di “liberazione” e una “resistenza” contro una forma di totalitarismo.

Ora il problema è proprio questo, chi ha ucciso Kirk lo ha fatto perché pensava di essere in fondo nel giusto, un delitto di stampo politico fatto per un bene superiore, per liberarci dal “male” e per
instaurare una società migliore.

Il killer però non ha capito alcuni passaggi, il primo è che il mondo non si migliora distruggendolo, per secondo non gli è nemmeno chiaro che la democrazia non sopravvive eliminando e silenziando tutti i suoi avversari, in ultimo non comprende come in nome di un “bene” altamente relativo e opinabile non si può decidere di togliere la vita al prossimo.

Questo “Bene antifascista” però ormai è dappertutto ed è pronto ad etichettare chiunque: novax, euroscettici, negazionisti climatici, prolife, omofobi, carnivori, incel, xenofobi, fondamentalisti religiosi, teorici del signoraggio, nazionalisti, filorussi, nostalgici ecc ecc.

Abbiamo una lista ormai infinita di nemici, e per ogni aspetto della nostra vita se non accetti l’ideologia diventi un totalitario,
insomma è in corso una caccia alle streghe sempre più densa, sempre più fitta, che riguarda milioni o miliardi di persone nel mondo.

Ogni giorno si allunga sempre di più l’infinita fazione di nemici da depauperare, per arrivare finalmente a instaurare la Città del Sole, e se non sei d’accordo con i porti aperti, con la dieta vegana o con l’acquisto dell’auto elettrica sei un nemico pubblico, un tiranno.

Kirk era in parte anche questo, un obiettivo da eliminare per creare il regno dei cieli sulla terra.

Nessuno si domanda se questi santi teorici della libertà non si stanno trasformando nel Principe di Machiavelli, nessuno si accorge che forse in questo “bagno di democrazia” (che esclude ormai tutto ciò che non è ritenuto un “bene”) non si è arrivati al punto che l’ideologia domina qualsiasi lato della nostra vita, e domani rischiano di essere eliminati anche coloro che si oppongono al transumanesimo o chi non si trova d’accordo con l’instaurazione di un’unica civiltà mondiale.

L’assassino di Kirk ci dice semplicemente che lui si riteneva un liberatore, scordandosi che molti uomini che cantavano “bella ciao” hanno commesso degli orrendi crimini nel dopoguerra grazie ai loro processi sommari, diretti dalla “loro” giustizia che si è trasformata in uno strumento autoreferenziale.

Proprio quando una realtà culturale e politica si professa Buona e Superiore, crede di poter decidere sopra la vita di tutti e di tutto.

Il killer è l’espressione di un’ideologia che arriva al suo ultimo stadio, e mentre i suoi amici festeggiano ma non arrivano a prendere le armi in fondo condividono con lui un assioma filosofico: in nome del nostro Bene noi abbiamo il diritto di fare qualunque cosa, quindi Kirk lo meritava.

Un totalitarismo democratico che con un pensiero debole vuole instaurare un dominio forte e che nella sua inclusione (subordinata) non accetta nient’altro che sé stesso.

Si utilizza l’arcobaleno, e si invoca la tutela delle differenze, ma tutto quello che non è un prodotto della sua mente e della sua
ideologia si trasforma in un nemico da eliminare e da sacrificare sull’altare della grande rivoluzione.

Se guardiamo alle radici di questo movimento parliamo senza dubbio di un processo artificiale che dà oltre tre secoli ci mostra delle vittime senza alcun risultato, senza nessun bene sans frontieres, le cui origini più lontane ci riportano a un idealismo che dichiara il cogito proprietario di ogni parte della realtà, e si mostra poco incline ad accettare qualcosa che può vivere e precederlo al
di fuori di sé.

E’ una filosofia, una politica e una cultura che nella realtà dei fatti odia ed isola qualsiasi elemento che sfugge al di fuori della sua dimensione onirica.

(1) https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2025/09/12/bella-ciao-inciso-su-un