Non capita spesso di imbattersi in film che osino affrontare temi veramente scottanti, vale a dire non solo “politicamente scorretti” ma che, spingendosi oltre, puntino il dito accusatore direttamente al vertice della piramide massonica e mondialista. E non sorprende che, quando se ne trova uno, questo risulti prodotto diciamo “in proprio”, con mezzi limitati e quasi artigianali. E che venga di fatto boicottato. Come Nuovo Ordine Mondiale”, film del 2015 prodotto dai Fratelli Ferrara, il quale non brilla certo per effetti speciali, recitazione o colonna sonora. E neppure per la trama in senso stretto: come in tanti altri film, sono i soliti (pochi) poliziotti onesti che, pur osteggiati da colleghi e superiori, combattono come cavalieri senza macchia e senza paura contro la corruzione nelle istituzioni; e più marcio combattono più ne trovano, a tutti i livelli, nella polizia e su fino al Governo e oltre. Le indagini e l’azione dei protagonisti si sviluppano attraverso una serie di imboscate, sparatorie alla Rambo, colpi di scena e tradimenti fino alla vittoria… dei cattivi! Vittoria che, nella situazione attuale, sembrerebbe rendere il film piuttosto realistico.

Particolari curiosi, a parte un Enzo Iacchetti in un ruolo insolitamente serissimo (ministro anticrimine apparentemente inflessibile e incorruttibile, ma in realtà inserito agli altissimi livelli della massoneria) sono i sottotitoli in inglese e, ben evidenti e preponderanti, in arabo, con una scena sexy in penombra “censurata” con tanti simboli del dollaro americano! Questo, insieme a una recitazione spesso un po’ forzata, induce a pensare che, forse il film, seppure prodotto in Italia, abbia mirato fin dall’inizio principalmente a un pubblico arabo.   

Quello che rende tuttavia il film degno di nota e che spiega il suo quasi totale boicottaggio, è che ha il merito di toccare temi scomodi e da “complottisti” come quelli legati al mondialismo ed ai suoi vertici. Appaiono chiaramente servizi segreti sovranazionali (la “gendarmeria Europea”) con simboli e riti massonici e rimandi a un “Club Blumberg” all’interno del quale gli interessi americano-sionisti sembrano avere una sorta di status privilegiato e che detiene fermamente il vero potere decisionale, ben al di sopra di quello governativo. E la sua commissione di vertice ha giurato di portare a termine il programma stabilito a qualunque costo.

Si parla apertamente di realizzare questo progetto – il Nuovo Ordine Mondiale, appunto – destinato a porre definitivamente i popoli sotto il controllo ferreo e totale di una piccola minoranza mondialista. E tra le altre cose, molte delle frasi chiave del film sembrano effettivamente essere citazioni letterali o quasi, di discorsi e dichiarazioni di politici reali e di altissimo livello che invocano “cessioni di sovranità nazionali” da parte dei popoli, a vantaggio di un ristrettissimo vertice mondiale di tipo massonico e iniziatico (la frase Noi siamo Dio è sinteticamente emblematica) che agisce disarticolando e disgregando la nostra economia e la nostra società servendosi dei diversi strumenti di potere: governi, polizie, servizi, malavita, media, potenza finanziaria.

Accelerare la crisi significa sfiduciare e intimidire le masse” e portare a un tracollo definitivo dell’economia italiana in modo irreversibile entro cinque anni, spiega un dirigente massonico americano. È il classico schema “problema-reazione-soluzione” dove il problema è creato e la soluzione è già decisa e preparata dai vertici stessi. Le società devono entrare in crisi, sull’orlo di guerre civili e i cittadini devono essere ridotti in “modalità sopravvivenza” e costretti a “implorare loro stessi il male minore che ovviamente minore non è, fino al capolavoro finale: il microchip… col microchip installato nel corpo il controllo sarà totale e assoluto”, spiega un investigatore ai protagonisti.

Interessanti sono anche la sudditanza pressoché totale delle gerarchie politiche e delle polizie nazionali a quelle mondialiste e l’utilizzazione della criminalità organizzata da parte del potere sovranazionale, sempre secondo lo schema: problema (crimine diffuso), reazione (paura di massa), soluzione (controllo poliziesco totale). Sorprende che in questa ottica non venga inclusa l’immigrazione di massa e la criminalità di importazione, anzi nel film sembrerebbe che la situazione etnica dell’Italia sia ancora quella degli anni ’70 del secolo scorso!    

Indicativo invece il rimando al potere della finanza anglosassone e allo stretto collegamento tra l’aspetto operativo (finanziario, politico, sociale) della Massoneria e quello esoterico che, par di capire, arriva al sacrificio umano nel corso di una cerimonia satanica che si svolge in una chiesa anglicana.

“Nuovo Ordine Mondiale” ha, in definitiva, tutti i difetti di un film autoprodotto ma che merita di essere visto ugualmente. Anzi, i suoi stessi limiti ci ricordano quanto anche il cinema contemporaneo sia succube dei poteri forti. E quindi quanto sia difficile per un film controcorrente trovare prima i finanziamenti, e di conseguenza, il regista, lo sceneggiatore e i tecnici adeguati, le recensioni favorevoli e poi i canali di distribuzione (che possono facilmente boicottarne la diffusione). E anche questa è una lezione che troppo spesso si dimentica.

Naturalmente, non sappiamo se i produttori siano realmente convinti di tutto quello che viene denunciato nel film o se abbiano più semplicemente fatto un collage di temi e fatti per esigenze di spettacolo, senza condividere personalmente il contenuto. Del resto, il film si conclude con una denuncia del mondialismo in quanto negativo e malvagio ma anche con un messaggio scoraggiante e paralizzante: sembra impossibile opporsi e anche se lo proclami a voce alta è inutile, chi ti crederebbe?

In effetti, viene spontaneo il parallelo con “Gray State” (Stato Grigio) di David Crowley, un altro film autoprodotto più o meno nello stesso periodo, ma in America. “Gray State” voleva denunciare il prossimo avvento negli USA di uno stato globalista, repressivo e onnipotente che vuole marchiare, sorvegliare e dominare ogni cittadino in ogni aspetto e momento della sua esistenza, privandolo delle sue libertà più elementari. Un Sistema che si potrebbe definire neo-sovietico. Non stupisce che Crowley fosse considerato il nuovo regista-eroe dalla Alt Right, la Destra Alternativa americana.

La differenza con Nuovo Ordine Mondiale, in questo caso, sta non solo nella qualità, ma ancor più nel messaggio principale: in Gray State, la parte sana della nazione reagisce affrontando le forze del Sistema per le strade e dando vita alla guerriglia delle milizie paramilitari, che non temono di combattere la battaglia finale per la libertà del loro popolo. Da qui le simpatie “da destra” per film e regista.

In questo caso, tuttavia, non è dato sapere quale sarà l’esito finale della “Seconda Rivoluzione Americana”. Purtroppo, di “Gray State” si può solo recensire il trailer, che si conclude con la sinistra visione di strutture piramidali che ricordano il simbolo massonico (trailer da non confondere con un discutibile documentario dal titolo simile), perché David Gray è misteriosamente e opportunamente morto, intorno al Natale del 2014, in casa sua insieme alla moglie, Komel e alla figlia Raniya, di cinque anni, prima ancora di poter portare a termine la realizzazione del film, che era il suo grande sogno nel cassetto e che stava già pubblicizzando. I tre sono stati uccisi da singoli colpi di arma da fuoco alla testa. Come i dissidenti “giustiziati” dalla repressione nel suo trailer.

La casa, in perfetto ordine, non riportava segni di lotta di alcun genere anche se sembra che la porta sul retro fosse stata forzata. Con le indagini ancora in corso, si è parlato di morte “sospetta”. Per i grandi media statunitensi, invece, si è trattato di suicidio. Come dubitarne?