Dal telegiornale RAI dello scorso 5 dicembre ho appreso che 70mila uomini delle Forze dell’Ordine saranno per strada nel periodo delle festività di Natale e fine anno per controllare che gli italiani rispettino le regole dell’“isolamento” (lockdown lo lascio agli anglofili). 70.000! Da non credere. Questa sì che è una “potenza di fuoco”, quella potenza annunciata in maniera roboante da Conte circa i sostegni e i ristori ma che, in realtà, si è risolta in tre schioppettate manco andate a segno.

Settantamila uomini – ai quali occorre aggiungere i militari delle Forze Armate impegnati nella operazione “Strade sicure” – un numero davvero molto elevato, che sarebbe giustificato solo in una condizione di pericolo di invasione e non di pandemia.  

Ottimo! Direi, se fossi uno spacciatore, un rapinatore o un latitante: l’attenzione di chi dovrebbe darmi la caccia, per una settimana è concentrata a sorvegliare, con droni, visori notturni e delatori, un solo obiettivo: la brava gente che attraversa il confine del comune per andare al cenone con i suoi parenti. Ottimo veramente, che gran guadagno anche per l’amor proprio e la rispettabilità degli uomini delle Forze dell’Ordine, chiamati ad esercitare un’azione di repressione contro le famiglie.

Mi sembra veramente uno sforzo dettato da idiozia, a sua volta motivata da non so quali paturnie da volontà di controllo, oppure da un reale desiderio di dare una svolta dittatoriale alla normalità della vita degli italiani.

Nel primo caso, quello dell’idiozia, una spiegazione c’è: una banda di idioti che non ha nemmeno lontanamente idea di come si governi una nazione e che, in preda al panico, ricorre a mezzi eccessivi. Della serie: va bene, facciamo passare la bufera e poi alle prime elezioni gli diamo un bel calcio nel sedere, mandiamo a casa quella banda di idioti e vedrai che anche i loro epigoni alla Scanzi, svergognati, si taciteranno da soli.

Nel secondo caso, la spiegazione non è così chiara ma, soprattutto, è molto più preoccupante, perché coloro i quali hanno gestito la prima ondata virale (il governo e i suoi esperti alla Arcuri) l’hanno gestita in maniera così disastrosa da rendere la seconda ondata più virulenta e letale della prima, il che fa sospettare che più che di idiozia si sia trattato di vero brigantaggio politico, operato a favore di chi vuole cambiare il modo di vita degli italiani, iniziandoli ad una disciplina simile a quella vigente nella Corea del Nord e di chi vuole lucrare palate di milioni sui vaccini dei quali nulla si sa di certo (non sono pochi gli esperti immunologi, virologi e medici che non esitano a dire che non ci pensano nemmeno lontanamente a vaccinarsi con dei vaccini realizzati così in fretta).

C’è un elemento che disturba particolarmente nella gestione di questa emergenza sanitaria, e che più di tutti dovrebbe allarmare i puristi della costituzionalità, che sempre hanno tuonato contro la segretezza dei Servizi Segreti, quell’elemento che preoccupa non poco consiste nella prassi che è invalsa di secretare i documenti attinenti ai provvedimenti amministrativi e logistici adottati per fronteggiare l’emergenza; questo fatto, che passa sotto voce quando non è del tutto ignorato, è un chiaro indice che qualcuno sta mestando nel torbido e non saranno gli zampolit (1) de noantri a denunciarlo.


[1] Zampolit = Nell’Unione Sovietica, il Commissario Politico (di partito) incaricato di supervisionare un’unità militare.

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